Il Museo Archeologico di Gerusalemme

Il progetto ha avuto come obiettivo generale l’avvio di un’attività organica e sistematica di catalogazione e digitalizzazione attraverso l’utilizzo dei più adeguati strumenti tecnologici, consolidati da significative esperienze del contesto italiano.

Grazie alla fattiva collaborazione, alla disponibilità e alla sapiente consulenza di padre Eugenio Alliata[1], il progetto si è sviluppato in maniera consistente presso il Museo privato situato presso il Convento della Flagellazione, attraverso la schedatura dei reperti archeologici e la digitalizzazione di una parte dell’archivio fotografico.

L’intervento è stato impostato nel rispetto delle normative nazionali e internazionali in materia di beni culturali, e con l’utilizzo di nuove tecnologie ad essi applicate.

Le linee guida per le attività di catalogazione e digitalizzazione sono state redatte in ottemperanza agli standard emanati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, in particolare per le Schede RA (Reperto Archeologico), OA (Opera d’Arte), F (Fotografia) e Istituto Centrale per il Catalogo Unico in particolare per la digitalizzazione di materiale fotografico.

I parametri di acquisizione utilizzati sono stati: risoluzione spaziale da un minimo di 800 a un massimo di 6400 ppi; profondità di colore pari a24 bit per pixel.

Per la conservazione dei documenti fotografici ci si è rifatti alle “Linee Guida sulla Conservazione del Materiale Fotografico” (International Federation of Library Association and Institutions).

Le immagini master sono state memorizzate utilizzando il formato TIFF (Tagged Image File Format).

Le immagini, per la gestione del flusso di lavoro e per possibili usi di distribuzione in rete, sono state inoltre memorizzate nel formato JPEG (Joint Photographic Experts Group).

Un aspetto di grande rilievo del progetto è stata la selezione e la formazione di personale locale per l’esecuzione delle attività.

In collaborazione con Università e Centri di specializzazione è stato possibile effettuare una formazione teorica e un affiancamento operativo che ha permesso di avviare il progetto con risorse locali, contribuendo così alla qualificazione e all’impiego di giovani laureati.

[1] Responsabile dell’Archeologia per la Custodia di Terra Santa e Direttore del Museo privato dello Studium Biblicum Franciscanum.

Scheda Progetto

Categoria:
documentazione del patrimonio culturale

Periodo:
2008-2009

Numeri:
3.700 reperti archeologici
4.000 fotografie
1.000 opere d’arte e oggetti musicali

Software:
ArtInXML

URL:
Museo dello Studium Biblicum Franciscanum